Turismo locale

Cornello dei Tasso

A pochi chilometri da San Giovanni Bianco, in un punto in cui la valle si restringe e s’incupisce, assimilando i colori e la fosca atmosfera dell’ “orrida val Panna” si trova il Cornello dei Tasso, facilmente raggiungibile da Oneta, seguendo la comoda mulattiera che ricalca la via Mercatorum, la più antica strada di collegamento tra Bergamo e la Valtellina lungo la Valle Brembana. Ricca delle testimonianze di quella che è stata la capitale dell’”impero” tassiano, che per quattro secoli ha seguito e gestito le comunicazioni postali in Europa, infatti il Museo dei Tasso e della Storia Postale raccolgono circa trecento documenti che testimoniano l’attività dei Tasso e del servizio postale in genere. Bastano pochi minuti di cammino per arrivare alle prime case del Cornello ed è come entrare in un altro mondo, un mondo fantastico ed irreale, in cui ogni casa, ogni finestra, ogni pietra parla di un passato ormai lontanissimo. Si tratta di un antico borgo medioevale unico nel suo genere per la sua struttura, l’architettura rustica dei suoi edifici, la famosa Strada porticata che ospitava le carovane dei trafficanti; la sua storia che è un intreccio di opulenza mercantile e di povertà, è sicuramente un punto di riferimento per l’intera valle. Interessante nel borgo la Chiesa dei Santi Cornelio, Cipriano e Antonio da Padova, esempio insolito di chiesa romanica in Bergamasca, con il campanile pendente, un grande polittico di Gian Battista Guerinani da Averara con lo stemma dei Tasso e una preziosa serie di affreschi (Santa Caterina d’Alessandria, San Cipriano, Sant’Agata, Santo Stefano e Sant’Eligio).

 

San Pellegrino Terme

Cittadina del Bergamasco situata nella media Valle Brembana. Il territorio comunale ha un contorno e una disposizione regolari, dal disegno simile ad una foglia, le cui nervature corrispondono a brevi convalli confluenti nel profondo solco scavato dal fiume Brembo da nord a sud. Conformazione fisica del terreno tipica delle zone prealpine di media quota, i cui sistemi montani traggono origine da sconvolgimenti di carattere tettonico.
L’area è caratterizzata dalla presenza di acque termali di notevole valore, infatti grazie a loro il borgo ha avuto, all’inizio del Novecento, un forte sviluppo turistico ed industriale, dovuto allo sfruttamento delle fonti termali ed alla nascita delle strutture industriali che ne utilizzano le acque. Finalmente nel 2009 iniziano i lavori di realizzazione del nuovo centro termale con l’apertura alla fine del 2014 al pubblico, nelle quali attraverso la realizzazione di vasche in pietra locale disegnano nuovi percorsi per l’acqua termale, ora al chiuso, contenuti da pareti in pannelli in cemento traforato per ricevere e catalizzare i raggi del sole, ora all’aperto, immersi nella natura, ove vi si può trovare un senso di tranquillità.
Inoltre saranno presto realizzate nuove strutture commerciali e residenziali, quali il risanamento ed il restauro dell’ex Grand Hotel di San Pellegrino Terme, abbandonato da oltre 30 anni.
Nella stessa epoca venne realizzato, in stile Liberty, Il Casinò di San Pellegrino Terme, grandioso complesso architettonico, destinato un tempo, al divertimento dei villeggianti. La struttura venne progettata dall’Arch. Romolo Squadrelli, il quale curò con estrema attenzione il sistema di decorazioni.
Nel 1917 la struttura cessò di funzionare come casa da gioco, rimanendo attiva come centro culturale ed artistico.
Tra gli edifici sacri, da segnalare è la Parrocchiale di San Pellegrino d’Auxerre, all’interno della quale si può ammirare, oltre agli stucchi di Francesco Domenico Camuzio, una bella tela seicentesca del Ceresa raffigurante la Madonna del Carmine. Di notevole interesse sono altresì la Chiesa della Madonna di Caravaggio ed il Tempio della Vittoria, dedicato ai caduti.

 

Oneta

Interessante per la permanenza di tipi insediativi legati all’architettura rustica è una delle frazioni più vicine a San Giovanni Bianco: la frazione di Oneta. Nella quale si trova la quattrocentesca casa di Arlecchino, con finestre ogivali e, a lato dell’ingresso, tracce di un curioso affresco, il quale ricorda che qui verso metà ‘500 sarebbe nato Alberto Naselli, detto Ganassa, uno dei più famosi interpreti della maschera bergamasca.
Il palazzo apparteneva alla potente famiglia locale dei Grataroli i cui componenti vantano ricchezze e fortune acquisite a Venezia ed avevano poi voluto nobilitare l’edificio di Oneta quasi ad ostentare in patria, con questo segno tangibile, il livello della potenza raggiunta.
La casa di Arlecchino venne riaperta nel 2004, dopo un lungo restauro, inoltre la stessa ospita anche il Museo della Maschera e della Commedia dell’Arte.
Interessante anche da visitare la chiesetta del Carmine, che custodisce alcune tele del Ceresa e vari affreschi tra cui: San Giovanni Battista e San Cristoforo, posto a protezione dei viandanti lungo la via Mercatorum.